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Il CEO di Galatea Web parla di made in Italy a Radio Roma Capitale

Un momento di pausa e riflessione nella simpatica atmosfera della redazione di Radio Roma Capitale a Roma ha consentito al CEO e fondatore di Galatea Web Luca Conti di discutere del futuro del WEB, della bellezza del made in Italy e del futuro del servizio Galatea Power che tanto successo sta riscuotendo tra gli imprenditori Italiani ed Europei che vogliono far crescere il proprio Business attraverso il canale privilegiato del WEB.

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Un alternativa al sito internet pur avendo il proprio dominio

Hai una piccola attività commerciale e non hai bisogno di un sito internet ma vuoi comunque essere on line con il tuo dominio www.nomeazienda.com e la tua mail professionale seguita dal nome del tuo sito? Insomma hai bisogno di bloccare il dominio, avere una presenza on line con una pagina con le informazioni essenziali? per poi pensare con calma al sito internet? Eccoti una soluzione veramente molto interessante, la LANDING PAGE CON DOMINIO PERSONALE.

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e commerce calabria, la potenza dei prodotti tipici on line

Il Web aiuta soprattutto in quelle regioni Italiane dove il rischio crisi e disoccupazione incombe, ecco come trasformare in un vantaggio il vivere e lavorare in queste regioni.

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la bufala della scomparsa dei siti internet

Il Sito Internet non serve piu? Le grandi piattaforme hanno sostituito i siti internet? Fesserie. Internet non sarà mai proprietà esclusiva delle grandi piattaforme.

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Sono i siti internet, le piattaforme on line che da sempre le aziende, i professionisti e le realtà di ogni genere utilizzano per gestire i propri affari, utenti e clienti on line. 

Prima internet era molto più semplice, ed era basata quasi esclusivamente nei siti internet delle realtà aziendali, cerano i blog dei privati e le piattaforme alla virgilio, le così dette directory.

Oggi ci sono i social, le grandi piattaforme che consentono in pochi miuti di aprire una pagina ed essere presenti sul web per dialogare con gli utenti che nel caso delle aziende si possono trasformare in potenziali clienti e poi in clienti. 

Leggo a volte articoli di presenti esperti del web che parlano di una graduale scomparsa dei siti internet immaginando un futuro in cui ormai l'imprenditore si avvale dei social come facebook e non ha più senso avere il proprio sito internet. 

Chi dice una cosa del genere è evidentemente una persona che ha ben poca esperienza sul web e non conosce le esigenze dei clienti con cui ogni giorno noi ci confrontiamo. 

Il discorso verte principalmente su due punti, il primo più generale e diciamo etico dipende dal fatto che Internet smetterà di essere il luogo virtuale democratico e potente che è sempre stato esattamente nel momento in cui si penserà che solo le grandi aziende come Google e Facebook hanno la facoltà di produrre servizi on line ed anzi bisogna proprio dire che sia Facebook che Google altro non sono che piccoli servizi inizialmente, nati proprio dall'inventiva privata che poi si sono gradualmente ingigantiti. 

Ecco che allora già oartendo da questo si capisce come la teoria dei siti ormai inutili sia una grossa idiozia. 

Ma c'è anche una motivazione più pratica rispetto a tutto questo e cioè che mai na pagina facebook o presso verso qualsiasi altra piattaforma potrà sostituire quello che è il livello di persoalizzazione che è il sito internet che in buona sostanza resta e rimane la casa on line di una azienda che non deve mai per l'espletazione della sua informazione affidarsi ai regolamenti e alle restriioni altrui.

 

 

 

 

Il sito internet, i video e i sottotitoli

Con 88 nazioni e 76 lingue è la piattaforma di ricerca seconda solo a Google di cui tra l'altro è una proprietà: Youtube. 1 miliardo di visitatori unici, ci racconta che cosa è il web, oggi: una piattaforma video, milioni di contenuti che ‘parlano’ tutte le lingue del mondo. Non solo Video. Il web è il mondo intero portato in rete e per questo parla tutte le lingue del mondo, e permette a tutti di entrare in contatto con canali online che parlano lingue diverse.

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Ma cosa centra tutto questo con un video? Centra perché un video è fatto in tanti casi anche di parole, di parlato. Se poi si tratta del video con cui promuovi la tua azienda e i tuoi servizi, la lingua è anche una scelta.

Conosci Gomorra, le serie televisiva? Ecco, se la cerchi su Wikipedia, alla voce lingua, viene indicato napoletano, e italiano. Ora, te lo immagini un bergamasco che guarda una serie televisiva sulla camorra recitata in napoletano? Capisce tanto quanto capisce un napoletano che ascolta dei bergamaschi che chiacchierano in un bar della Val Brembana in dialetto. Cioè, nulla. E allora sai che cosa hanno fatto quelli di Gomorra? Hanno sottotitolato tutta la serie, rendendo il contenuto fruibile a tutti. Gli italiani hanno guardato una serie recitata in napoletano con i sottotitoli in italiano. E, finalmente, hanno capito chi fosse alleato con chi ?

Lasciamo Napoli e torniamo al mondo… e a internet, il nostro contenitore che tutto il mondo contiene. Pensiamo al tuo video spot, al video aziendale per promuovere la tua attività, quello che hai deciso di far realizzare per pubblicizzare i tuoi prodotti/servizi e la tua azienda. Ti sei affidato a dei professionisti, hai seguito i loro consigli e le loro indicazioni, hai realizzato un prodotto che mostra chi sei e cosa fai, il tuo cuore e la tua passione. Hai raccontato, tu, con la tua voce e le tue parole, la tua realtà professionale. In che lingua hai parlato?

Noi consigliamo sempre al cliente di parlare la propria lingua e conservare fieramente la propria identità. Se il cliente però è una multinazionale, molto probabilmente sceglierà di parlare in inglese. In ogni caso, consiglieremo di sottotitolare il video per due motivi fondamentali:

l’85% dei video su Facebook (ad esempio) vengono guardati senza audio sottotitolare un video vuol dire ‘ampliare’ la propria audience, raggiungere più persone.

Chi sceglie una vetrina come il web per promuoversi, lo fa per far crescere la propria attività, il proprio giro d’affari, e magari affacciarsi al mondo intero. Ad un mondo che parla più di 76 lingue. 76 lingue, con una che, più di tutte le altre, riesce ad essere la lingua del mondo: l’inglese. Quella che più di ogni altra riesce ad aprire tante porte. E quindi cosa fare, con un video professionale? Quello che ha fatto Gomorra: metterci i sottotitoli. Lo sai in quanti Paesi è stata venduta, Gomorra? 170. Ecco, non bisogna aggiungere altro.

 

 

 

 

 

Il sito sicuro e crittografato aumenta il posizionamento


Quando navigate su un sito web, cominciate a dare un'occhiata alla barra degli indirizzi. Il dominio potrà iniziare con le lettere "http" o "https". La differenza tra queste due è che quest'ultimo indica un sito web sicuro e tutte le comunicazioni tra il browser e il sito web sono crittografate.

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In un sito "http" standard, la comunicazione avviene in formato testo e chiunque potrebbe leggere o addirittura intercettare le informazioni. In passato, la modalità cifrata (o "https") era adottata principalmente da banche e grandi portali e-commerce che consentivano i pagamenti con carta di credito. Ora non più. Google vuole che tutti utilizzino la crittografia per impedire agli hacker di modificare un sito per ingannare un utente.

A partire da Gennaio 2017, tutti i siti che non utilizzano la crittografia saranno contrassegnati come "non sicuri" su tutti i browser Chrome (circa il 50% del mercato dei browser). Questo è il primo passo. Google prevede già di rilasciare una versione in cui il browser mostrerà un avvertimento a forma di triangolo rosso con un punto esclamativo (una sorta di segnale di pericolo) agli utenti, se il sito non è sicuro. Il che potrebbe spingere gli utenti lontano dal vostro sito, ancor prima di averlo visto.

Infine, con molta probabilità la cosa andrà ad inficiare anche il posizionamento nei risultati di ricerca.

Cosa si può fare: quando visitate il vostro sito web, guardate il dominio se inizia con http: // o https: //. Se non ha la S finale e non presenta un simbolo (lucchetto), contatatte il vostro hosting e chiedete loro aiuto per ottenere una connessione sicura. Si tratta di una correzione piuttosto facile per la maggior parte dei siti web di PMI, dal costo molto basso, ma per stare tranquilli affidatevi al vostro webmaster per evitare spiacevoli interruzioni del servizio.

per vendere lo stesso prodotto a tutti bisogna parlare a tutti diversamente

Lo scopo è vendere un prodotto a molte persone e da questa base nasce l'importanza di comunicare in modo diverso ad un pubblico che dobbiamo imparare a conoscere.

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Ma chi sono le persone che devono acquistare il nostro prodotto o servizio e soprattutto perchè è così importante conoscerle bene? Provate a immaginare un padre di famiglia con due bambini e una donna single nel pieno della sua carriera, quanto sono diverse le abitudini di questi due soggetti? Quanto è diverso il loro modo di ragionare e decidere? Voi parlareste a tutte e due in modo uguale pe convincerli a fare qualcosa?

Per quanto diversi un padre di famiglia e una donna single potrebbero acquistare prodotti e servizi simili come ad esempio l'intervento di un idraulico per un emergenza in casa ma è evidente come sia molto importante saper comunicare con ambedue in modo differente per convincerli che siamo noi l'idraulico che stanno cercando. 

Ma come fare? 

Sun Tzu dieceva: " Conosci il tuo nemico ", l'informazione infatti è sempre il primo gradino verso il successo nella vendita, ma andiamo a vedere alcuni esempi pratici.

Nella configurazione di un pubblico di potenziali clienti andremo ad esaminare alcuni importanti parametri come testi, immagini, colori, ed in definitiva il messaggio di base creato con la configurazione di questi fattori che vogliamo far passare al cliente.

Una donna single dai 20 ai 30 anni che vive sola in casa avrà necessita di scegliere un idraulico che non le faccia perdere tempo, che risolva il problema in modo veloce in modo da poter andare a lavoro ma che le trasmetta anche fiducia, sicurezza, il padre di famiglia sceglierà un idrualico che lo faccia risparmiare. Esigenze diverse, stesso servizio, diversi modi di comunicare.

Ma il vero punto di forza di una comunicazione capace di arrivare a tutti, oltre a quanto già detto è anche la capacità di raggiungere questi potenziali clienti attraverso lo studio delle statistiche a disposizione incrociate con l'esperienza.

Facebook piuttosto che twitter o instagram, le varie piattaforme hanno non solo funzionalità diverse ma anche un utenza media diversa.

Insomma fare pubblicità non è più una questione di quantità come una volta ma di specificazione del pubblico.

Raggiungere i giusti clienti non solo aumenta l'efficienza di una proposta commerciale ma riduce anche i costi.

 

 

 

WhatsApp è la chat più usata dagli italiani

WhatsApp è la chat più usata dagli italiani, ma è boom per Telegram. Sono le stime che riguardano l'uso delle app di messaggistica nel nostro paese di Vincenzo Cosenza, esperto di social media, che ha messo insieme una serie di dati acquisiti da diversi provider.

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WhatsApp, di proprietà di Facebook, è usato da 22 milioni di italiani (nel mondo ha 1,2 miliardi di utenti attivi al mese), in crescita del 19% rispetto allo scorso anno. La base utenti è molto trasversale, dai più giovani ai più anziani, che lo usano in media 11 ore e 30 minuti a testa, ogni mese. Tra gli utenti più forti c'è il segmento 15-24 anni. Facebook Messenger (altra app di Zuckerberg) viene usato da 15 milioni di italiani (nel mondo da 1,2 miliardi di utenti attivi al mese), con un +25% rispetto al 2016. "Il tempo di utilizzo mensile per persona è di 1 ora, quindi se ne può dedurre che viene sfruttato per comunicazioni brevi intra-personali e non per lunghe discussioni in gruppo, tipiche di WhatsApp", spiega Cosenza.

Secondo le stime dell'esperto segue Skype con 8 milioni di utilizzatori italiani ma in decrescita del 16% (nel mondo ha 300 milioni di utenti mensili), l'uso per persona si ferma ad 1 ora al mese". A sorpresa, al quarto posto, si piazza Telegram usato da circa 3,5 milioni di italiani, in crescita del 150% rispetto allo scorso anno (nel mondo sono oltre 100 milioni). "L'utenza più attiva - spiega l'esperto - è quella dei 15-24enni, che lo usano per le sue caratteristiche di segretezza, è stato il primo ad introdurre una criptatura end-to-end, e per la presenza di bot, programmi che automatizzano l'invio dei messaggi. Queste funzioni stimolano un'attività media di 2 ore e 30 minuti a persona".

A seguire ancora c'è Viber usato da circa 1 milione di italiani, -40% rispetto al 2016 (nel mondo è apprezzato quanto da 260 milioni di persone). Chiudono la classifica WeChat utilizzato da 280.000 italiani (in calo del 25%) per ben 6 ore (probabilmente soprattutto dalla comunità cinese in Italia) e Windows Live Messenger usato da 150.000 persone per circa 5 minuti, "in caduta libera dopo il successo iniziale".

La fine di Yahoo e si va verso le grandi piattaforme?

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Abbiamo discusso tante volte in questo forum sul pericolo di un WEB sempre più controllato dalle grandi aziende e sempre meno diversificato e in mano ai " piccoli": 

In articoli passati abbiamo discusso di come nella storia di internet tutto questo fosse fondamentale, l'importanza del sito web della piccola azienda, uno spazio di libertà aziendale dove non si deve sottostare alle regole (soprattutto commerciali ma non solo) dei giganti del web.

Con l'acquisizione di Yahoo si procede però verso questa triste direzione.

Addio a Yahoo. Verizon ha completato l'acquisizione da 4,48 miliardi di dollari della societa'. Lo annuncia Yahoo in una nota, sottolineando che le parti dell'azienda non acquistate da Verizon cambieranno nome e diventeranno 'Altaba', una societa' registrata come di investimento.

Con la chiusura dell'accordo, l'amministratore delegato di Yahoo, Marissa Mayer si e' dimessa, portando a casa una buonuscita di 23 milioni di dollari. Verizon fara' confluire Yahoo con Aol, in una divisione che si chiamera' Oath.

local seo e google map, farsi trovare in zona

Iniziamo a parlare di local SEO e quindi di visibilità locale di un attività iniziando da Google Maps, è utili rendere la propria azienda visibile su questa piattaforma: vuoi essere trovato dagli utenti che vivono nei pressi della tua azienda? Hai notato che la tua presenza su Google Maps è carente e necessiti di qualche consiglio per ovviare a questo problema e attirare potenziali clienti della tua zona?Se sei capitato su un articolo che parla di Google Maps, molto probabilmente è perché stai cercando i mezzi migliori per rendere la tua azienda visibile su questa piattaforma: vuoi essere trovato dagli utenti che vivono nei pressi della tua azienda?

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Instagram cresce sempre di più ed è sempre più Donna

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Cresce Instagram in Italia, in particolare alle donne e ai giovani tra i 19 e 24 anni. A scattare la fotografia del popolo nostrano di "Instagrammer" è la società d'analisi Blogmeter.

Gli utenti attivie su Instagram sono 14 milioni, come annunciato dal co-fondatore del social Mike Krieger, in crescita rispetto agli 11 milioni di fine 2016. 

A differenza di altre piattaforme, aggiunge, Instagram è utilizzato più da donne (51%) che da uomini. "E ciò lo pone in diretta competizione con Pinterest, che anche nel nostro Paese inizia a guadagnare terreno (circa 5 milioni gli utenti)". Il 55% degli utenti di Instagram ha meno di 35 anni: l'età prevalente non è quella di minori di 18 anni (10%), ma quella dei giovani tra i 19 e i 24 anni, che rappresentano il 25% di tutti gli utilizzatori. Quote del 17% per i 25-29enni e i 36-45enni. Bassa, invece, la quota degli ultra 56enni (6%).

Nata per essere un diario di foto della propria giornata, aggiunge l'analista, l'app "in questi anni si è trasformata, diventando un catalogo patinato per persone e brand", scrive Cosenza. Secondo la ricerca di Blogmeter "Italiani e Social Media" il 14% degli italiani lo usa per condividere esperienze, ma il 17% lo sceglie per seguire personaggi famosi.